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Condizioni d’uso app e siti web

Termini e condizioni d’uso per app e siti web

I termini e condizioni d’uso sono le regole del gioco di un’app o di un sito web. Porle in secondo piano significa fare impresa ad occhi chiusi, senza avere la certezza che quelle regole sappiano tutelarti nel momento in cui nasce una lite con il cliente o il consumatore.


Ma i termini e condizioni d’uso non hanno solo una finalità “difensiva”: devono essere anche il biglietto da visita di un imprenditore attento ai dati personali della propria clientela, e che desidera comunicare in modo trasparente con chi farà uso dei suoi prodotti o servizi.

È in questa direzione che si sta sviluppando un settore in forte crescita, il legal design, che vuole unire le competenze legali con le abilità comunicative di designer ed esperti di marketing, per dare vita ad un linguaggio semplice e accessibile, lontano dagli schemi antiquati del linguaggio giuridico.

Da tempo il nostro Studio Legale ha avviato progetti di legal design con una società di comunicazione e marketing, per rendere accattivanti e interattivi i termini contrattuali di app e siti web.


Gli effetti positivi sono stati palpabili: il cliente o consumatore è messo nelle condizioni di capire cosa comporta ogni sua attività o scelta all’interno dell’ambiente digitale. Tutto ciò ha il grande pregio di evitare fraintendimenti tra le parti, limitando fortemente gli eventuali e futuri contenziosi.

Case History

Termini e condizioni d’uso: correggere le criticità per rispettare le norme del Codice del Consumo

Un’azienda che offre particolari servizi online si rivolgeva al nostro Studio Legale chiedendo una consulenza legale circa la correttezza di alcune clausole che era intenzionata ad inserire nelle condizioni generali di contratto regolanti la commercializzazione di un proprio prodotto.

Fin da una prima analisi emersero diverse criticità, tra cui il mancato rispetto di diverse norme del Codice del Consumo e del D.Lgs. nr 70/03. Non solo! Ad apposita richiesta veniva confermato che l’intero contratto era stato redatto utilizzando la tecnica del “copia-incolla” da diversi siti di competitors e aziende affini. Inoltre, alcune clausole erano state redatte direttamente dagli uffici interni dell’azienda stessa, certamente ultra-protettive per quest’ultima, ma assolutamente nulle e vessatorie.

Informata l’azienda di tali circostanze, e dei rischi connessi ad una vendita regolata da condizioni generali di contratto in palese contrasto con le norme nazionali ed europee, si procedeva  anche alla completa riscrittura dei termini e condizioni d’uso contrattuali e di servizio, realizzata  tenendo conto dei processi e delle prassi interne aziendali, delle sue dimensioni e della propria logistica, della ripartizione interna delle mansioni e della gestione dei dati personali.

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