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Aprire un E-commerce: i primi passi per avviare la vendita online

Diritto Digitale

Le 6 cose da sapere prima di aprire un E-commerce e di iniziare a vendere online

In questo momento di emergenza, molte imprese stanno considerando l’idea di aprire un E-commerce per vendere prodotti o servizi sul web.

La frenesia di questo periodo, però, non deve lasciare il passo all’improvvisazione. Capita spesso, infatti, di imbattersi in siti e-commerce fai da te, in cui le condizioni di vendita o le informative sono copiate da altri competitor o, peggio, sono totalmente improvvisate.

Sotto il profilo strettamente giuridico, infatti, aprire un E-commerce non è affatto un’operazione semplice. Ogni business, ogni attività economica ha le sue peculiarità e le sue variabili connesse al settore in cui opera, alle dimensioni dell’azienda, nonché alle modalità di vendita online e alla tipologia di piattaforma che si intende utilizzare.

Si potrebbe ad esempio optare per un sito web o per una app; per un e-commerce con un proprio magazzino oppure in assenza di esso (cosiddetto Dropshipping); per un servizio di newsletter o una tecnologia chatbot per comunicare con il cliente; oppure, prevedere la possibilità di lasciare recensioni (in questo caso è importante un disciplinare interno al sito).

E queste sono solamente alcune delle valutazioni che vanno fatte prima di aprire un e-commerce e da cui nascono tutta una serie di oneri e adempimenti normativi.

Per evitare, dunque, di incorrere in sanzioni delle autorità competenti, oppure in problematiche connesse ai rapporti con i propri clienti, vi invitiamo a leggere l’elenco di alcuni passaggi essenziali da rispettare, dal punto di vista legale, prima di dare avvio alla vostra attività di e-commerce.

 

1. Qual è il cliente del mio E-commerce?

Tralasciando, per brevità, l’approfondimento degli obblighi di comunicazione di inizio attività al proprio Comune e all’Agenzia delle Entrate, il primo passo da fare se si vuole aprire un E-commerce e vendere online è l’identificazione del cliente finale.

Così, una volta individuata la clientela, si potrà definire il quadro giuridico di riferimento, dalla Normativa sul Commercio Elettronico (D.Lgs. 70/2003) al Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), oltre a linee guida e pronunce delle autorità competenti (es. Antitrust).

Ecommerce come avviare la vendita online

 

2. Quali informazioni devo inserire sul mio E-commerce?

Prima di aprire un E-commerce il venditore ha l’obbligo di indicare sul sito web una serie di informazioni che lo riguardano, al fine di permettere al cliente di risalite senza difficoltà all’identità del venditore, qualora voglia esercitare i propri diritti. Fra questi:

  • i dati o la ragione sociale del proprietario;​
  • il domicilio o la sede legale;
  • l’e-mail e i contatti;
  • il numero di iscrizione al REA o al registro delle imprese;
  • la partita IVA e il capitale versato se società di Capitali.

Sono invece opzionali i dati sulle licenze o sulle autorizzazioni necessarie alla vendita di particolari prodotti e l’indirizzo PEC.

 

3. Quali sono le condizioni di vendita del mio E-commerce?

Un altro aspetto cruciale per aprire un E-commerce è la corretta predisposizione delle condizioni del contratto di vendita, che dovranno essere redatte in relazione alle dimensioni dell’azienda, alle caratteristiche del prodotto venduto, ai criteri che stabiliscono le istruzioni di reso e le tempistiche di rimborso.

Si dovrà inoltre prestare grande attenzione alla disciplina riguardante l’eventuale fase patologica, identificando quali debbano essere gli strumenti per risolvere eventuali controversie.

 

4. Come chiarire le procedure di vendita del mio E-commerce?

Prima di aprire un E-commerce è necessario chiarire sul sito quali siano le procedure di vendita dei beni o dei servizi. Questo è importante perché il Cliente dovrà essere messo nelle condizioni di comprendere, all’interno della procedura online, le tecniche di conclusione della vendita, dal prezzo alle modalità di pagamento, fino ai costi legati al servizio o alla spedizione e consegna. Soprattutto sarà necessario indicare eventuali esoneri di responsabilità e ottenere l’assenso del cliente nelle forme corrette.

Dovranno inoltre essere indicate, attraverso apposita informativa e Privacy Policy, le modalità del trattamento dei dati personali. Una volta concluso l’ordine, il cliente dovrà infine ricevere via e-mail il riepilogo dettagliato e completo dell’ordine appena effettuato.

 

5. Come gestire i contenuti e le offerte del mio E-commerce?

Prima di aprire un E-commerce è necessario assicurarsi che ogni immagine o contenuto caricato sul sito rispetti la disciplina del Copyright e del diritto d’autore. Possono essere utilizzati solamente contenuti legittimamente ottenuti o utilizzati dietro espresso assenso di colui che detiene i diritti.

Inoltre, se si desidera lanciare campagne pubblicitarie o promozionali – si pensi ad esempio a coupon o saldi – la normativa attuale richiede il rispetto di stringenti vincoli di forma. Così come molto rigide sono le disposizioni in materia di profilazione degli utenti, servizi di newsletter e più in generale il trattamento dei dati per fini promozionali.

 

6. Come posso sviluppare un E-commerce adeguato alla mia realtà?

Infine, per aprire un E-commerce, vogliamo ricordare che non è sufficiente il rispetto delle normative vigenti. Vendere online significa evadere ordini, consegnare nei tempi, gestire correttamente i resi e le procedure di rimborso.

Prima di aprire un E-commerce, sarà fondamentale procedere con un’attenta valutazione della struttura aziendale attuale ed in particolare se questa consenta una proficua gestione della vendita tramite internet, oppure, se richieda implementazioni o, ancora, consenta solamente una vendita a territorio ridotto.

Sul punto l’Antitrust si è dimostrata molto sensibile, al fine di assicurare il corretto ed equilibrato sviluppo dell’E-commerce, intervenendo con pesanti sanzioni per reprimere i fenomeni più gravi, quali la mancata consegna della merce ordinata, gli ostacoli riscontrati dal consumatore nelle procedure di rimborso e la divulgazione di messaggi fuorvianti in merito al reale stato degli ordini di acquisto (per maggiori dettagli si veda, cliccando qui, alcuni dei provvedimenti recenti).

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