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EREDITÀ: quali debiti non si trasmettono agli eredi?

Consulenza d’Impresa

Poniamo che il Sig. Rossi, titolare di un’impresa individuale, abbia accumulato ingenti debiti nei confronti del Fisco, senza porvi rimedio prima della sua scomparsa.

I tre figli, eredi legittimi, sono ora preoccupati di dover sanare per intero l’esposizione debitoria del loro defunto padre.

In questi casi, però, non bisogna compiere scelte affrettate, magari saldando i debiti di quei creditori che sollecitano il pagamento con diffida. Occorre affidarsi ad un professionista fidato che sappia accertare la causa dei debiti, al fine di individuare fra di essi quelli che eventualmente non interessano la sfera patrimoniale degli eredi.

Esistono infatti alcuni debiti che non si trasferiscono agli eredi, neppure a seguito di accettazione dell’eredità e per i quali, dunque, non è dovuto alcun pagamento.

Prima di tutto, occorre però chiarire che, in via generale, ogni erede risponde dei debiti in proporzione alla quota di patrimonio ereditata. Ad esempio, il figlio che riceve una quota pari al 20% dell’asse ereditario, rispetto ad ogni singolo debito sarà chiamato a rispondere per un importo non superiore ad 1/5 (c.d. responsabilità pro quota).
Questa regola trova un’eccezione per quanto concerne le imposte sui redditi (Irpef, Irap, Ires) e per le imposte sulle donazioni; in tal caso, l’Agenzia delle Entrate potrà agire per l’intero su ciascuno degli eredi (c.d. responsabilità solidale)

Fatta questa premessa, vediamo quali debiti sono intrasmissibili.

  • SANZIONI AMMINISTRATIVE: a partire da quelle fiscali per omesso o tardivo versamento delle imposte. Deve essere chiaro, però, che sebbene l’erede non sia tenuto a pagare la sanzione, resta comunque dovuta l’imposta non versata dal de cuius (per intenderci, il solo importo in conto capitale dell’imposta, escluse quindi le altre voci di tipo sanzionatorio). Il principio si applica ad ogni debito a carattere tributario, maturato sia nei confronti dell’Inps o dell’Inail, sia nei confronti degli enti pubblici (Comune, Provincia, Regione, Agenzia delle Entrate), ma riguarda pure le cartelle esattoriali emesse dall’Agenzia delle Entrate e della Riscossione. Il novero delle sanzioni amministrative è piuttosto ampio (vi rientra, ad esempio, anche una sanzione per diffamazione), per cui occorre compiere un attenta ricognizione dei debiti e della loro causa, per evitare qualsiasi pagamento non dovuto.
  • MULTE STRADALI: Quelle che nel gergo volgare sono chiamate “multe”, in realtà sono vere e proprie sanzioni amministrative che sono comminate in caso di condotta non conforme alle prescrizioni del codice della strada. In questo caso, l’importo corrispondente è dovuto a titolo di sola sanzione, per cui l’erede non dovrà pagare alcunchè, stante l’assenza di qualsiasi somma imputabile come sorte capitale.
  • PENE PECUNIARIE INFLITTE PER REATI PENALI: vige lo stesso principio delle multe stradali: nessun importo sarà trasmissibile agli eredi.
  • DEBITI PRESCRITTI: se il creditore ha lasciato trascorrere un certo lasso di tempo senza richiedere formalmente il pagamento di quanto dovuto, il debito potrebbe essere caduto in prescrizione. Si dovrà in questo caso accertare il relativo termine di prescrizione, che varia di volta in volta in base al tipo di debito.

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