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Sistema di Vendita Piramidale: Starlife multata da AGCM

Consulenza d’Impresa, Diritto Digitale

Il caso Starlife: sistema di Vendita Piramidale al bando e multa di 850.000 Euro 

Ancora una volta, l’AGCM (l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha affrontato un caso di Sistema di Vendita Piramidale (LINK PROVVEDIMENTO), la cui diffusione non sembra cessare nonostante il noto divieto previsto dalla Legge n. 173/2005 (art. 5) e la sua inclusione tra le pratiche commerciali scorrette all’interno del Codice del Consumo (D. Lgs., n° 206/2005). 

Questa volta, ad essere al centro dell’indagine dell’Autorità è la società Starlife Italia S.r.l. (oggi Newcar Europe S.r.l.), che ha fondato un sistema di vendita piramidale dei suoi prodotti, fra cui integratori alimentari e cosmetici, basato sul reclutamento di consumatori, incentivati a creare un proprio network di clienti. 

Alla base del programma Starlife, una serie di elementi tipici della vendita piramidale: 

  • Il consumatore che si iscrive al network è subito chiamato ad un esborso non certo esiguo (200 euro), del tutto sproporzionato rispetto al corrispettivo rappresentato dai prodotti della società. 
  • Il neo iscritto è spinto nella ricerca di parenti, amici o colleghi interessati ad entrare nel sistema Starlife; se riesce infatti a far iscrivere in breve tempo altre 3 persone pronte a spendere la stessa cifra in prodotti Starlife, potrà recuperare parte della sua quota di ingresso.
  • Lo stesso meccanismo vale anche per le tre persone appena entrate nel sistema. 
  • Se il consumatore riesce poi a creare un proprio network può richiedere il noleggio a lungo termine di un’auto sponsorizzata, ma dovrà impegnarsi a mantenere su base mensile alti standard di acquisto (per autoconsumo) e di reclutamento di nuovi membri. 

 

Che cos’è il sistema di vendita piramidale e perché la legge lo vieta 

Pertanto, il sistema di marketing piramidale si regge principalmente sulle entrate derivate dall’ingresso di nuovi affiliati piuttosto che su un’attività economica reale (ossia la vendita di beni o servizi da parte dei consumatori iscritti). 

Il legislatore ne vieta la diffusione perché lo ritiene, nel lungo termine, un sistema non sostenibile, che porta cospicui guadagni in particolare a chi si trova in cima alla piramide del network, mentre difficilmente si raggiungono i risultati sperati (e promessi dalla società), quando si è alla base della stessa. 

La “bolla” del sistema piramidale regge fino a quando il flusso di nuovi ingressi resta ad un livello tale da assicurare il pagamento dei vari premi promessi nei diversi livelli del network. Ma prima o poi questo flusso cala, come è inevitabile che sia, compromettendo l’intera sostenibilità del sistema

Come ha di recente sottolineato il Consiglio di Stato (sent. n. 321/2020), il fondamento del divieto è quello «di contrastare i sistemi distributivi basati sul progressivo ampliamento della base di consumatori reclutati con la prospettiva illusoria di ingenti guadagni»

È questo il vero discrimine tra un sistema di vendita piramidale (illecito) e un sistema di multilevel marketing (lecito): nel primo caso i profitti dei singoli e della società derivano principalmente dall’ingresso di nuovi affiliati, mentre nel secondo caso sono i guadagni derivanti dalla vendita diretta di prodotti o servizi o dalla percentuale sulle vendite del proprio network che rappresentano le entrate principali dell’intero sistema. 

Nel caso di Starlife Italia, tutto il programma era incentrato sul reclutamento di nuovi affiliati, e pertanto anche i benefit connessi alla affiliazione, fra cui il noleggio dell’auto sponsorizzata, dipendevano dalla dimensione e propagazione del network creato dall’affiliato-sponsor, il quale doveva mantenere anche un ordine di acquisto mensile minimo per il proprio consumo. 

Per queste ragione, l’Autorità ha valutato la condotta di Starlife Italia come una pratica commerciale scorretta, perché afferente ad un sistema di vendita piramidale illecito, vietandone per questo la continuazione oltre ad irrogare una severa sanzione di € 850,000,00. 

 

multilevel marketing e di sistema di vendita piramidale

 

Come creare un sistema legittimo di Multilevel Marketing 

Il provvedimento dell’Autorità ci offre alcuni spunti. Innanzitutto, esso rappresenta un monito per tutti coloro che desiderano intraprendere un’attività imprenditoriale in questo settore, creando una società di Multilevel Marketing

Prima di avviare un’attività del genere, dobbiamo infatti assicurarci che il sistema di Multilevel Marketing che abbiamo in mente resti nel perimetro di legittimità disegnato dal legislatore senza sfociare in un sistema di tipo piramidale, che – come abbiamo visto – viene sanzionato dall’Autorità in maniera molto severa. 

Per questa ragione, il consiglio è di affrontare un percorso di conformità normativa (cosiddetto compliance), per dare vita ad un genuino sistema di Multilevel Marketing, senza alcuna rischiosa contaminazione con il sistema illecito di tipo marketing piramidale.

Un percorso dunque di consulenza che parta dalla redazione dello statuto ai contratti con i singoli fornitori e clienti, dai Manuali per gli affiliati, fino al codice etico dell’azienda, con l’obiettivo di essere pienamente conformi alla L. n. 173/2005, senza ricadere tra le “presunzioni” di vendita piramidale indicate dall’art. 6 della norma. 

Le presunzioni sono infatti indicatori che segnalano la presumibile esistenza di una vendita piramidale, facendo scattare, a sua volta, un intervento dell’AGCM. In particolare, si presume che il sistema sia di tipo piramidale: 

  • Se il sistema è in gran parte finanziato dall’ingresso di nuovi membri che, all’atto del reclutamento, devono corrispondere “una somma di denaro o titoli di credito o altri valori mobiliari e benefici finanziari in genere di rilevante entità e in assenza di una reale controprestazione”; 
  • Se il nuovo membro è inoltre obbligato ad acquistare “una rilevante quantità di beni o prodotti” dalla società organizzatrice, “ivi compresi materiali didattici e corsi di formazione, non strettamente inerenti e necessari alla attività commerciale in questione e comunque non proporzionati al volume dell’attività svolta”; 
  • Se, infine, il sistema si basa economicamente sull’ingresso di nuovi affiliati e sul loro acquisto di prodotti per autoconsumo piuttosto che su un sistema di vendita diretta. 

Tutta l’attività di consulenza dovrà quindi essere improntata nel senso di creare un programma di multilevel marketing che non abbia nessuna affinità con le caratteristiche tipiche della vendita piramidale, per non ricadere in nessuna delle presunzioni appena elencate.

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