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SOVRAINDEBITAMENTO: nuove vie di uscita dai debiti con il Decreto Ristori

Consulenza d’Impresa

In sede di conversione del c.d Decreto Ristori, il Legislatore ha previsto diverse importanti modifiche alle procedure di sovraindebitamento (L. n. 3/12) che nella sostanza, anticipando di fatto l’entrata in vigore del tanto atteso Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (ad oggi fissata per il 1 settembre 2021), si pongono come vere e proprie nuove opportunità per il debitore da sfruttare fin da subito. 

1. AUMENTATE LE POSSIBILITÀ DI ACCESSO ALLA PROCEDURA

Anzitutto è stata riscritta la nozione di “consumatore”, di fatto estendendo il numero dei potenziali fruitori del piano del consumatore.

Oggi infatti potranno usufruire del piano del consumatore pure le persone fisiche che agiscono per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigiana o professionale eventualmente svolta, anche se soci di s.n.c., s.a.s. e s.a.p.a., per i debiti estranei a quelli sociali.

E’ inoltre stata prevista l’estensione a favore dei soci, illimitatamente responsabili, degli effetti dell’accordo di composizione della crisi depositato dalla società.

Altra interessante novità è rappresentata dalla possibilità di usufruire, già da oggi, di un’unica procedura di composizione della crisi per i debiti del nucleo famigliare.

Oggi quindi i membri di una famiglia (coniuge, parenti entro il quarto grado, affini entro il secondo, parti dell’unione civile e conviventi di fatto) potranno presentare, in caso di origine comune del sovraindebitamento, un’unica procedura con ovvio risparmio di tempi e costi.

Un’ipotesi, questa, che già alcuni tribunali avevano ritenuto ammissibile e che da ora in avanti godrà di espressa previsione di Legge.

Importanti novità anche nei rapporti con l’Agenzia delle Entrate.

È infatti previsto che il Tribunale potrà ugualmente procedere con l’omologa dell’accordo di composizione della crisi anche in caso di diniego da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Tuttavia, sono richieste due condizioni: anzitutto, la proposta avanzata al fisco dal debitore deve presentarsi più conveniente rispetto all’alternativa liquidatoria; inoltre, la posizione dell’Amministrazione finanziaria deve porsi come decisiva per il raggiungimento del quorum creditorio.

Infine, una delle misure introdotte più rilevanti per il debitore è quella che concede anche ad un soggetto totalmente incapiente la possibilità di cancellare interamente il proprio debito.

Infatti, solo per una volta, il debitore persona fisica (meritevole) che non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura, può accedere all’esdebitazione, fatto salvo l’obbligo di pagamento del debito entro quattro anni dal decreto del giudice nel caso in cui sopravvengano utilità rilevanti che consentano il soddisfacimento dei creditori in misura non inferiore al 10 per cento.

2. UNA SINTESI DELLE PRINCIPALI NOVITÀ

Riassumendo:

– sono estesi gli effetti dell’accordo di composizione della crisi anche in favore dei soci illimitatamente responsabili;

– l’inclusione nella definizione di “consumatore” anche del socio di una società di persone, nonché la possibilità di falcidia e di ristrutturazione dei debiti derivanti da contratti di finanziamento con cessione del quinto, del trattamento di fine rapporto o della pensione nonché quelli derivanti da operazioni di prestito su pegno;

– in caso di accordo presentato da un soggetto non consumatore con richiesta di continuazione dell’attività aziendale, è possibile prevedere il rimborso alla scadenza convenuta delle rate del contratto di mutuo con garanzia reale gravante su beni strumentali all’esercizio dell’impresa, a patto che il richiedente abbia adempiuto le proprie obbligazioni o qualora il giudice lo abbia autorizzato al pagamento del debito per capitale ed interessi scaduto a tale data.

– introduzione di una procedura unica per i debiti comuni del nucleo famigliare;

– impossibilità di opposizione o reclamo in sede di omologa per il creditore che ha colposamente determinato l’indebitamento o il suo aggravamento;

– c.d. cram down nei confronti del Fisco in caso di sua non adesione;

– prevista la possibilità di esdebitazione anche per il debitore incapiente.

3. IN CONCLUSIONE

In sede di conversione del c.d Decreto Ristori sono state rese già applicabili molte delle disposizioni favorevoli per il debitore previste nel Codice della Crisi d’Impresa. Disposizioni quindi che potranno essere sfruttate dai sovraindebitati fin da subito e che consentiranno ai medesimi, al ricorrere delle giuste condizioni, di giungere ad una liberazione integrale dei propri debiti con maggiore facilità.

Lo studio assiste da tempo i debitori nella ristrutturazione dei propri debiti, al fine di permettere una loro ripartenza e un ritorno alla normalità.

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