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GDPR & AVVOCATO: nuovo evento a Milano

GDPR & AVVOCATO: nuovo evento a Milano

Il 13 Novembre a Milano, nel salone Valente presso il Palazzo ANMIG, si terrà l’evento “GDPR e studi legali: nuovi strumenti e consigli pratici per avvocati”, organizzato da AGAM (Associazione Giovani Avvocati di Milano).

Saranno presenti in veste di relatori anche l’Avv. Andrea Baldrati e l’Avv. Armando Strinati, che parleranno di fronte ad una sala gremita, avendo l’evento già registrato il sold out, con oltre 400 posti esauriti.

Sarà un momento di importante confronto tra professionisti legali e tecnici di sicurezza informatica.
L’obiettivo, infatti, è quello di fornire una visione completa della tutela dei dati personali, che oggi non può prescindere da una protezione anche sotto il profilo della cyber-sicurezza.

ANTIRICICLAGGIO & AVVOCATO: Le nuove linee guida del CNF

ANTIRICICLAGGIO & AVVOCATO: Le nuove linee guida del CNF

Con le linee guida approvate il 20 Settembre, il perimetro degli obblighi a carico degli Avvocati in materia di antiriclaggio è molto più chiaro.

Prima di tutto, sono state identificate le attività forensi che non soggiaciono alla disciplina antiriciclaggio, fra cui, a titolo esemplificativo:

  • la consulenza stragiudiziale che ha per oggetto atti e negozi di natura non patrimoniale;
  • attività di assistenza, difesa e rappresentanza del cliente in giudizio avanti a qualsivoglia Autorità giudiziaria o arbitrale, incluse la mediazione e la negoziazione assistita e ogni attività a queste prodromica o conseguente, comprese conciliazioni e transazioni;
  • attività di assistenza, difesa e rappresentanza in tutte le procedure di natura amministrativa o tributaria;
  • incarichi in veste di amministratore di sostegno, tutore e curatore.

1. IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO ANTIRICICLAGGIO.

Il primo passo è dunque quello di valutare se l’attività del mandato professionale rientra fra il novero delle attività che richiedono i controlli e gli adempimenti della disciplina antiriclaggio.

Se la valutazione dà esito positivo occorre attuare una serie di misure organizzative rapportate al grado di rischio riciclaggio o di finanziamento del terrorismo a cui il professionista sarebbe esposto nel corso del proprio mandato.

Si deve anzitutto redigere il documento di valutazione del rischio, annotando i fattori di rischio connessi al caso di specie, come la tipologia di clientela, l’area geografica in cui la stessa opera, i canali distributivi o i servizi offerti.

Per ovvie ragioni, il documento va redatto prima di qualsiasi prestazione professionale e costituisce una prova di conformità alla disciplina antiriciclaggio (c.d. accountability) in caso di controllo ispettivo.

Le linee guida del CNF si preoccupano poi di fornire indicazioni specifiche in ordine ai presidi e alle misure di prevenzione che un Avvocato o uno Studio Legale dovrebbe attuare per dimostrare un adeguato grado di compliance alla normativa. L’elenco comprende:

  • la partecipazione (con frequenza almeno annuale) a corsi di formazione in materia antiriciclaggio organizzati dagli Ordini professionali;
  • l’organizzazione di riunioni di Studio fra soci e collaboratori per approfondire le novità in materia antiriciclaggio, con cadenza almeno quadrimestrale; in alternativa la redazione di un report che dia contezza delle misure organizzative attuate negli ultimi 4 mesi;
  • l’inserimento – all’interno del fascicolo cartaceo o telematico – di tutti i dati richiesti dalla normativa per adempiere agli obblighi di registrazione e adeguata verifica;
  • la nomina del socio di riferimento in materia di antiriciclaggio;
  • la definizione di una procedura per le segnalazioni interne (c.d. whistleblowing) garantendo la massima riservatezza a favore del collaboratore o dipendente (whistleblower).

2. MISURE SEMPLIFICATE IN CASO DI BASSO RISCHIO.

Vengono inoltre identificati i clienti a basso rischio. Fra questi vi rientrano ad esempio le pubbliche amministrazioni, gli organismi o enti che svolgono funzioni pubbliche; società ammesse alla quotazione su mercati regolamentati UE o extra UE, a patto che non siano situate in Paesi ad alto rischio ed enti sottoposti a vigilanza.

In questi casi vige, a favore dell’Avvocato o dello Studio Legale, un regime semplificato con esenzioni per quanto concerne:

  • la raccolta di informazioni dettagliate sulla situazione patrimoniale del cliente;
  • la verifica specifica della provenienza dei fondi e delle risorse che si trovano nella disponibilità del cliente.