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DECRETO LIQUIDITA’: ecco come beneficiare dei finanziamenti garantiti

DECRETO LIQUIDITA’: ecco come beneficiare dei finanziamenti garantiti

Per far fronte all’emergenza covid-19 il governo italiano ha previsto attraverso il Decreto Liquidità una serie di prestiti garantiti attraverso un doppio binario: da una parte con il Fondo Centrale PMI, dall’altra attraverso SACE Spa.

Sul versante fondo di garanzia per le PMI, questo è esteso a tutte le PMI fino a 499 dipendenti ed anche a quelle piccole e medie imprese che alla data della richiesta di garanzia presentano nei confronti di istituti di credito “inadempienze probabili” o posizioni “scadute o sconfinanti deteriorate”, a patto che tali situazioni non fosse precedenti alla data del 31 gennaio 2020. Sono ricomprese anche le imprese che, in data successiva al 31 dicembre 2019, sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale, oppure hanno stipulato accordi di ristrutturazione o hanno presentato un piano attestato.

Il fondo potrà garantire, previa autodichiarazione che l’attività è stata danneggiata dall’emergenza covid-19:

  1. nuovi finanziamenti ottenuti dalle PMI, liberi professionisti esercenti attività di impresa, arti o professioni, che abbiano una durata fino a 72 mesi, l’inizio del rimborso del capitale avvenga non prima di 24 mesi dall’erogazione, un importo non superiore al 25% dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario o abbiano, comunque, un importo non superiore a 25.000 euro;
  2. i prestiti fino a 800 mila euro concessi a imprese che abbiano ricavi inferiori a 3,2 milioni;
  3. prestiti fino a 5 milioni di euro;

La garanzia quindi sarà pari al:

  1. al 100% per i finanziamenti fino a 25.000,00 euro,
  2. al 90%, che potrà arrivare al 100% con la controgaranzia di confidi per i finanziamenti sino a 800 mila euro concessi a imprese che abbiano ricavi inferiori a 3,2 milioni,
  3. al 90% per i finanziamenti sino a 5 milioni di euro.

Il rilascio della garanzia è automatico e gratuito, senza alcuna valutazione da parte del fondo, e quindi la banca potrà procedere con l’erogazione del finanziamento sulla base della sola verifica formale del possesso dei requisiti, senza attendere l’esito dell’istruttoria del gestore del fondo medesimo.

Passando alla garanzia da parte di SACE Spa, questa si impegna a garantire 200 miliardi di euro destinati alle imprese di qualsiasi dimensione, settore di attività e forma giuridica, garantendo almeno 30 miliardi riservati a pmi e p.iva (come liberi professionisti o lavoratori autonomi).

Per beneficiare degli aiuti, l’impresa dovrà integrare i seguenti requisiti:
1) alla data del 31 dicembre 2019, il richiedente non deve essere stato classificato “impresa in difficoltà”;
2) alla data del 29 febbraio 2020, non doveva avere esposizioni deteriorate o crediti in sofferenza;
3) l’impresa che beneficia della garanzia deve garantire lo stop a distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel 2020;
4) di gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali.

Questa garanzia opera esclusivamente per i finanziamenti erogati entro il 31 dicembre 2020 e di durata non superiore ai 6 anni. Importante poi sottolineare come l’importo del prestito assistito da garanzia non potrà essere superiore rispetto al maggiore tra i seguenti importi:
25% del fatturato in italia 2019 risultante dal bilancio approvato ovvero attraverso dichiarazione fiscale;
– il doppio dei costi del personale relativi al 2019 sostenuti in italia dall’impresa.

Condizione essenziale per ottenere la garanzia è che il finanziamento sia richiesto per far fronte ai costi e alle necessità d’impresa.

Passando alle percentuali massime di garanzia, SACE Spa garantirà:
1) il 90% dell’importo del finanziamento per imprese con meno di 5.000 dipendenti in italia e valore del fatturato fino a 1,5 miliardi di euro;
2) l’80% dell’importo del finanziamento per imprese con valore del fatturato tra 1,5 miliardi e 5 miliardi di euro o con più di 5000 dipendenti in italia;
3) il 70% per le imprese con valore del fatturato superiore a 5 miliardi.

Sebbene siano previste delle procedure semplificate per le imprese che non superino i 5.000 dipendenti in italia, nonchè la possibilità di richiedere e stipulare un contratto di finanziamento anche tramite posta elettronica o sistemi informatici, per richiedere le garanzia l’impresa dovrà muoversi così:

  1. nel momento in cui viene fatta domanda alla banca di finanziamento questo dovrà essere richiesto con garanzia dello stato;
  2. a questo punto viene fatta un’istruttoria dallo stesso istituto di credito circa i requisiti dichiarati ed inoltra richiesta di garanzia a sace;
  3. dopo istruttoria anche da parte di SACE, e previo parere favorevole del ministero dell’economia, ottenuto il benestare la banca erogherà il finanziamento con garanzia che tuttavia non sarà gratuita ma soggetta a commissioni che oscilleranno tra l’1 e 2% a seconda della dimensione dell’impresa.
CONTRATTI COMMERCIALI: ridurre i rischi ai tempi del Coronavirus

CONTRATTI COMMERCIALI: ridurre i rischi ai tempi del Coronavirus

La situazione drammatica che in queste settimane sta vivendo il tessuto imprenditoriale del nostro paese è sotto gli occhi di tutti.
In questo periodo di grande incertezza, le aziende subiranno una contrazione economica che, per molte, significherà impossibilità oggettiva sia a far fronte agli impegni contrattuali in essere, sia, al contempo, a ricevere quanto dovuto da clienti e partner contrattuali.

Quando si verificano alterazioni straordinarie di mercato (es. la crisi del 2008) il primo passo è senz’altro quello di avviare una ridiscussione dei termini contrattuali con le proprie controparti, volta a modificare le condizioni e i termini di pagamento in maniera sostenibile per entrambe le parti, evitando condotte dilatorie che possono incrinare i rapporti.

Una situazione di minore liquidità ma con flusso costante può comunque rappresentare una situazione più vantaggiosa rispetto all’avvio di procedimenti giudiziari non di rado infruttuosi.


Se ciò non fosse possibile, diventa allora necessario capire qual è la propria posizione contrattuale e se i contratti di cui si è parte consentono un certo margine di flessibilità durante questa situazione che non ha precedenti.

La valutazione delle clausole

Occorre quindi procedere ad una attenta valutazione di alcune clausole chiave degli accordi commerciali: 

  • se sono in vigore clausole di forza maggiore valide
  • comprendere quanto l’evento “Covid-19” incida effettivamente sulle reali possibilità di onorare l’impegno;
  • se ricorrono gli estremi per l’applicazione di altri rimedi, come ad esempio, l’art. 1463 c.c. (impossibilità sopravvenuta) e/o art. 1467 c.c. (eccessiva onerosità della prestazione);
  • se in caso di contratto internazionale di common law sono previste – e applicabili – clausole c.d. MAC (Material Adverse Change), che stabiliscono a favore di colui che le ha predisposte, il diritto di non dare seguito agli accordi in presenza di un evento non previsto o non prevedibile.
  • l’esistenza di clausole penali e la loro inapplicabilità rispetto all’evento Covid-19.

In questa fase sarà importante analizzare i contratti in essere, capire le reali possibilità di revisione dei principali accordi con clienti e fornitori e/ocontratti di finanziamento e/o prestito in essere, al fine di limitare al minimo il rischio di interruzione o la mancanza di liquidità, oppure al fine agire con decisione nei casi in cui sia possibile una risoluzione o scioglimento del vincolo contrattuale.

GARANTE PRIVACY: stop ai questionari sui sintomi da Coronavirus

GARANTE PRIVACY: stop ai questionari sui sintomi da Coronavirus

In questi ultimi giorni l’emergenza Coronavirus allarma tanto i cittadini quanto le imprese e gli enti pubblici che sentono viva l’esigenza (e la necessità) di prevenire il contagio all’interno dei rispettivi luoghi di lavoro per assicurare la continuità dei servizi o della produttività.

Si sono così diffusi questionari per raccogliere, all’ingresso di visitatori o utenti, informazioni sul loro stato di salute, su presunti sintomi da Coronavirus e sugli ultimi spostamenti.
Allo stesso modo, si moltiplicano le “autodichiarazioni” firmate da dipendenti che rassicurano sulla assenza di sintomi sospetti

Il Garante, dopo aver ricevuto numerose segnalazioni sulle prassi in corso, proprio in data odierna ha emesso un comunicato per porre un freno alla loro diffusione ricordando che “la normativa d’urgenza adottata nelle ultime settimane prevede che chiunque negli ultimi 14 gg abbia soggiornato nelle zone a rischio epidemiologico, nonché nei comuni individuati dalle più recenti disposizioni normative, debba comunicarlo alla azienda sanitaria territoriale, anche per il tramite del medico di base, che provvederà agli accertamenti previsti come, ad esempio, l’isolamento fiduciario”.

I datori di lavoro – prosegue il Garante – devono invece astenersi dal raccogliere, a priori e in modo sistematico e generalizzato, anche attraverso specifiche richieste al singolo lavoratore o indagini non consentite, informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi contatti più stretti o comunque rientranti nella sfera extra lavorativa”.

L’Autorità segala infatti che la finalità di prevenzione dalla diffusione del Coronavirus – finalità alla base dei questionari e delle auto dichiarazioni in questione – deve essere svolta da soggetti che istituzionalmente esercitano queste funzioni in modo qualificato, ovverosia agli operatori sanitari e al sistema attivato dalla protezione civile.

L’invito del Garante è dunque quello attenersi solo – e in maniera scrupolosa – alle indicazioni fornite dal Ministero della salute e dalle istituzioni competenti per la prevenzione della diffusione del Coronavirus, senza effettuare iniziative autonome che prevedono peraltro la raccolta di dati sanitari, dunque sensibili. Ovviamente resta altresì vietata l’invio di auto-dichiarazioni dei dipendenti a clienti o fornitori allo scopo di rassicurare sulla presunta assenza di contagio all’interno della organizzazione.