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MUTUO BANCARIO: quale piano di ammortamento richiedere?

MUTUO BANCARIO: quale piano di ammortamento richiedere?

Quando ci si rivolge ad una banca per chiedere l’ottenimento di un prestito, tra i tanti aspetti da valutare, è necessario fare attenzione anche al tipo di piano di ammortamento (ossia, un piano di rientro) che viene proposto. Infatti, nonostante il più conosciuto sia quello c.d. alla “francese”, è bene sapere che esistono diverse tipologie di piani di rientro con implicazioni pratiche anche molto diverse tra loro.

Un mutuo, quindi, può essere “ripagato” attraverso piani di ammortamento:

  • “alla francese”: è il piano di ammortamento più diffuso ed è composto da rate costanti di stesso importo (es. 100 rate da 500€). Tuttavia, le prime rate sono composte quasi esclusivamente da una quota interessi, al contrario delle ultime che sono composte principalmente da quota capitale. In termini pratici questo significa che il capitale viene rimborsato più lentamente e quindi saranno maggiori da versare interessi;
  • “all’italiana”: prevede rate decrescenti dove a fronte di una quota capitale costante a diminuire sono le somme da versare a titolo di interesse. Se da un lato rappresenta un indubbio vantaggio la rapidità con cui viene abbattuto il capitale, andando a determinare un totale di interessi più contenuto rispetto al piano alla francese, dall’altro l’elevato ammontare delle rate iniziali richiede una disponibilità economica di partenza a volte molto importante. A fronte quindi di un piano di rientro gravoso all’inizio, con il passare del tempo il piano tende ad alleggerirsi anche vistosamente;
  • “alla tedesca”: prevede una rata costante con pagamento degli interessi anticipati, pertanto mentre la prima rata sarà interamente composta da interessi, l’ultima rata sarà formata unicamente da capitale; con questo piano si avrà un pagamento più alto degli interessi rispetto al piano “all’italiana”, ma inferiore rispetto al piano “alla francese”;
  • “all’americana”: poco diffuso in Italia, prevede una rata composta da due parti. La prima riguarda il rimborso del costo degli interessi, mentre la seconda va a formare un capitale di accumulo. Dalla sommatoria delle due parti, dunque, si otterrà l’estinzione totale del finanziamento.

In conclusione, a seconda del piano di ammortamento pattuito, le dinamiche del rapporto bancario possono mutare anche considerevolmente, con conseguenze diverse soprattutto nel caso in cui vi sia nel proseguo un’interruzione del regolare pagamento delle rate.

DEBITO BANCA: cos’è il Tasso Soglia Usura e quando il mutuo è gratuito

DEBITO BANCA: cos’è il Tasso Soglia Usura e quando il mutuo è gratuito

Per tasso soglia deve intendersi il tasso massimo di interesse applicabile ad un determinato rapporto bancario, ossia il tasso al di là del quale si verifica l’usura del prestito o del finanziamento. La funzione del Tasso Soglia Usura è proprio quello di tutelare i clienti da possibili condotte illecite da parte di chi eroga il prestito, evitando così il pagamento di interessi eccessivamente troppo alti.

Al fine di comprendere se il mutuo è in usura, e quindi gratuito, alla percentuale del tasso di interesse indicata in contratto dovranno aggiungersi tutti i costi connessi all’erogazione del finanziamento, ed in particolare: i costi di istruttoria, quelli previsti per l’estinzione anticipata, i costi connessi all’incasso della rata e trattenuta dello stipendio o della pensione, le spese di mediazione, i costi della perizia, e più in generale ogni costo strettamente legato al mutuo acceso.

Inoltre, così come più volte precisato dalla Suprema Corte di Cassazione, anche le spese di assicurazione devono essere conteggiate nel calcolo del tasso soglia usura del contratto di mutuo, essendo un costo sopportato dal mutuatario strettamente connesso all’erogazione del finanziamento (Cass. Civ., sez. I, sent. 5 aprile 2017 n. 8806; Cass. civ., Sez. I, Ord. 16-04-2018 n. 9298; Cass. civ., Sez. I, Ord. 24-09-2018 n. 22458; Cass. Civ., sez. III, sent. 6 marzo 2018 n. 5160).

Il costo della polizza assicurativa deve essere conteggiato sempre, anche se è previsto obbligatorio per legge e anche se le “Istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull’usura” emanate dalla Banca d’Italia escludevano tale tipologia di spesa in detto calcolo.

Pertanto, si consiglia sempre di effettuare un’analisi del proprio contratto di mutuo poiché in caso di usurarietà dei tassi applicati il contratto diventa gratuito e gli interessi non sono più dovuti.

FISCO: illegittime le addizionali provinciali sull’energia elettrica per il biennio 2010-2011

FISCO: illegittime le addizionali provinciali sull’energia elettrica per il biennio 2010-2011

Con due recentissime sentenze (Cass. Civ. sez. trib., 23/10/2019, n.27099 e n.27101), la Suprema Corte di Cassazione ha sancito l’illegittimità (per contrarietà alla normativa comunitaria) dell’addizionale provinciale alle accise sull’energia elettrica richiesta ai consumatori per il biennio 2010-2011 (fino al  31/12/2011) da parte delle società di fornitura elettrica.

Secondo le prime stime fatte, per l’anno 2010 e 2011 le imprese avrebbero versato ai loro fornitori di energia elettrica, in ogni bolletta e per ogni utenza aperta, una somma non dovuta oscillante tra i 0,0093 €/kWh e i 0,0114 €/kWh (ossia circa 10 €/MWh) a seconda della Provincia di appartenenza.

Anche se apparentemente tale cifra può sembrare irrisoria, è necessario tuttavia considerare che l’addizionale in questione è stata applicata sui consumi fino a 200.000 KWh/mese. Ciò significa che molte aziende posso aver corrisposto senza saperlo una somma non dovuta per ciascuna utenza attiva anche superiore a € 25.000 all’anno.

Somme, quelle versate, che dovranno essere interamente restituite.

Attenzione: la richiesta di rimborso in favore dell’utente si prescriverà seguendo il termine ordinario contrattuale, ossia dopo 10 anni a partire dalla data in cui il versamento delle somme è divenuto indebito (anno 2011).

L’invito, quindi, è quello di agire tempestivamente inviando apposita richiesta di rimborso al fornitore del servizio ed impedire che il diritto alla restituzione delle somme si prescriva. In caso di mancato riscontro, si potrà agire giudizialmente chiedendo al Giudice competente la condanna del fornitore al versamento immediato della somma dovuta.

Vuoi sapere se la tua azienda è idonea a ricevere il rimborso?
Chiamaci ai numeri di telefono che trovi in fondo al sito, o compila il form nella pagina contatti.

ACCORDO SALDO & STRALCIO: debito ridotto  dell’83%

ACCORDO SALDO & STRALCIO: debito ridotto dell’83%

Dopo una lunga trattativa, è stato raggiunto un accordo saldo & stralcio in favore di un cliente dello studio con conseguente riduzione del debito complessivo di oltre l’80% rispetto alla somma inizialmente richiesta dalla banca (pari a circa € 55.000,00), e concessione di un termine di 4 mesi per il versamento (leggi l’accordo in allegato).

Nel caso di specie il cliente, imprenditore in difficoltà economiche, non era stato più in grado di onorare gli impegni presi con la banca per via di un drastico calo di fatturato legato alla pesante crisi economica del proprio settore lavorativo.

Grazie all’accordo raggiunto, il debito potrà essere completamente estinto con il versamento della somma di € 9.000,00, avendo ben 4 mesi di tempo per riuscire ad accantonare tutte le somme dovute.

DECRETO LIQUIDITA’: ecco come beneficiare dei finanziamenti garantiti

DECRETO LIQUIDITA’: ecco come beneficiare dei finanziamenti garantiti

Per far fronte all’emergenza covid-19 il governo italiano ha previsto attraverso il Decreto Liquidità una serie di prestiti garantiti attraverso un doppio binario: da una parte con il Fondo Centrale PMI, dall’altra attraverso SACE Spa.

Sul versante fondo di garanzia per le PMI, questo è esteso a tutte le PMI fino a 499 dipendenti ed anche a quelle piccole e medie imprese che alla data della richiesta di garanzia presentano nei confronti di istituti di credito “inadempienze probabili” o posizioni “scadute o sconfinanti deteriorate”, a patto che tali situazioni non fosse precedenti alla data del 31 gennaio 2020. Sono ricomprese anche le imprese che, in data successiva al 31 dicembre 2019, sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale, oppure hanno stipulato accordi di ristrutturazione o hanno presentato un piano attestato.

Il fondo potrà garantire, previa autodichiarazione che l’attività è stata danneggiata dall’emergenza covid-19:

  1. nuovi finanziamenti ottenuti dalle PMI, liberi professionisti esercenti attività di impresa, arti o professioni, che abbiano una durata fino a 72 mesi, l’inizio del rimborso del capitale avvenga non prima di 24 mesi dall’erogazione, un importo non superiore al 25% dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario o abbiano, comunque, un importo non superiore a 25.000 euro;
  2. i prestiti fino a 800 mila euro concessi a imprese che abbiano ricavi inferiori a 3,2 milioni;
  3. prestiti fino a 5 milioni di euro;

La garanzia quindi sarà pari al:

  1. al 100% per i finanziamenti fino a 25.000,00 euro,
  2. al 90%, che potrà arrivare al 100% con la controgaranzia di confidi per i finanziamenti sino a 800 mila euro concessi a imprese che abbiano ricavi inferiori a 3,2 milioni,
  3. al 90% per i finanziamenti sino a 5 milioni di euro.

Il rilascio della garanzia è automatico e gratuito, senza alcuna valutazione da parte del fondo, e quindi la banca potrà procedere con l’erogazione del finanziamento sulla base della sola verifica formale del possesso dei requisiti, senza attendere l’esito dell’istruttoria del gestore del fondo medesimo.

Passando alla garanzia da parte di SACE Spa, questa si impegna a garantire 200 miliardi di euro destinati alle imprese di qualsiasi dimensione, settore di attività e forma giuridica, garantendo almeno 30 miliardi riservati a pmi e p.iva (come liberi professionisti o lavoratori autonomi).

Per beneficiare degli aiuti, l’impresa dovrà integrare i seguenti requisiti:
1) alla data del 31 dicembre 2019, il richiedente non deve essere stato classificato “impresa in difficoltà”;
2) alla data del 29 febbraio 2020, non doveva avere esposizioni deteriorate o crediti in sofferenza;
3) l’impresa che beneficia della garanzia deve garantire lo stop a distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel 2020;
4) di gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali.

Questa garanzia opera esclusivamente per i finanziamenti erogati entro il 31 dicembre 2020 e di durata non superiore ai 6 anni. Importante poi sottolineare come l’importo del prestito assistito da garanzia non potrà essere superiore rispetto al maggiore tra i seguenti importi:
25% del fatturato in italia 2019 risultante dal bilancio approvato ovvero attraverso dichiarazione fiscale;
– il doppio dei costi del personale relativi al 2019 sostenuti in italia dall’impresa.

Condizione essenziale per ottenere la garanzia è che il finanziamento sia richiesto per far fronte ai costi e alle necessità d’impresa.

Passando alle percentuali massime di garanzia, SACE Spa garantirà:
1) il 90% dell’importo del finanziamento per imprese con meno di 5.000 dipendenti in italia e valore del fatturato fino a 1,5 miliardi di euro;
2) l’80% dell’importo del finanziamento per imprese con valore del fatturato tra 1,5 miliardi e 5 miliardi di euro o con più di 5000 dipendenti in italia;
3) il 70% per le imprese con valore del fatturato superiore a 5 miliardi.

Sebbene siano previste delle procedure semplificate per le imprese che non superino i 5.000 dipendenti in italia, nonchè la possibilità di richiedere e stipulare un contratto di finanziamento anche tramite posta elettronica o sistemi informatici, per richiedere le garanzia l’impresa dovrà muoversi così:

  1. nel momento in cui viene fatta domanda alla banca di finanziamento questo dovrà essere richiesto con garanzia dello stato;
  2. a questo punto viene fatta un’istruttoria dallo stesso istituto di credito circa i requisiti dichiarati ed inoltra richiesta di garanzia a sace;
  3. dopo istruttoria anche da parte di SACE, e previo parere favorevole del ministero dell’economia, ottenuto il benestare la banca erogherà il finanziamento con garanzia che tuttavia non sarà gratuita ma soggetta a commissioni che oscilleranno tra l’1 e 2% a seconda della dimensione dell’impresa.